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Come raggiungere potenziali clienti con una strategia di Convergent Marketing® & ADA

Innanzitutto parti dal contenuto… e una volta creato, assicurati che soddisfi questi requisiti:

– è mobile
– è emozionale
– è interattivo
– è virale

Fatto? Perfetto, allora è il momento di scegliere il canale di distribuzione più adatto.
Hai due modi per raggiungere il tuo pubblico: offline e online

1) Offline – è molto semplice catturare l’attenzione di potenziali clienti attraverso una vetrina, uno spazio pubblicitario, una pubblicazione su stampa… tutti mezzi per attirare i potenziali clienti online. Come? Con i QR Code per esempio. Basta avvicinare l’obiettivo dello smartphone al QR code, aprire il link generato e accedere al contenuto. Il passaggio dall’offline all’online si è appena compiuto 2) Online – il modo più diretto per metterci in contatto con il nostro cliente ideale e comunicare con lui (User Personas).

L’obiettivo ora è creare una campagna Ads sui social network – luogo perfetto per intercettare le User Personas.

a) Non dimenticare che il tuo annuncio dovrà essere interessante, appropriato per il tuo pubblico, adatto a risolvere determinate situazioni, necessità, frustrazioni, obiettivi

b) Una volta creata, la tua pubblicazione è pronta per essere sponsorizzata. Ed è proprio in questa fase che potrai nuovamente intervenire sulla segmentazione, raggiungendo la tua audience (sesso, età, geolocalizzazione, interessi, professione, ecc…).

L’importanza di ADA in questo processo

ADA è una valida alleata per la creazione di contenuti coinvolgenti ed emozionali (MovieTellingStoryTellingLanding AMPChatBot), ma per realizzare le azioni viste oggi (offline/online) diventa una piattaforma assolutamente necessaria.

Supponiamo di dover intraprendere delle iniziative offline… dovremmo essere in grado di generare tanti QR code quanti sono i contenuti realizzati, utilizzando diversi tool per ciascuna azione… Con ADA, è possibile gestire tutto da un’unica piattaforma, anche la generazione di QR Code!

Per le azioni sui social basterà accedere al tool Social Content, creare il post e arricchirlo con qualsiasi contenuto realizzato con ADA, o con link esterni (a una pagina del tuo blog, a un prodotto o servizio del tuo e-commerce, …).
Tutti i post realizzati, potranno essere pubblicati subito, programmati o archiviati nel calendario editoriale, modificabile in qualsiasi momento.

Come diciamo sempre abbiamo la formula perfetta per delle campagne di Lead Generation complete e profittevoli
=
ADAonCloud + Convergent Marketing®

Vertical Content Marketing: 6 motivi per cui scommettere sul formato verticale

Perché creare contenuti verticali? Partiamo dal principio: la definizione. Un contenuto è verticale quando può essere fruito dall’utente in posizione verticale. Semplice, non è vero? Forse una domanda più appropriata sarebbe: “Perché questo formato va così tanto di moda?”. Ecco 6 validi motivi.

  1. LO SMARTPHONE. Un recente studio dimostra che le persone utilizzano lo smartphone in orientamento verticale il 94% delle volte. Ed è per questo che i brand si sono adattati a questa tendenza creando contenuti ad hoc per la visualizzazione verticale. Sanno che il loro pubblico è lì: sullo smartphone.
  2. LE PIATTAFORME PRINCIPALI. Tra i pionieri del formato verticale ricordiamo Pinterest, che cataloga ormai da tempo immagini, foto e video verticali e Snapchat, che con le Stories ha ulteriormente divulgato questo formato, sino alle Stories di Instagram e Facebook, gli Skype Highlights, le Series di Medium o lo Stato di WhatsApp. E gli utenti, soprattutto i più giovani, apprezzano!
  3. PIÙ VIDEO. In tutto il mondo, il 75% circa dei video è pensato per una fruizione da mobile. Un dato interessante riguarda, per esempio, i video verticali di Facebook, che generano 4 volte più engagement rispetto ai video orizzontali (a nessuno piace dover girare lo smartphone per vedere una foto o un video a schermo intero).
  4. PUBBLICITA’. Il formato verticale migliora l’esperienza dell’utente. Ci sono meno elementi di distrazione e l’attenzione è maggiore. Ecco perché le pubblicità verticali sono più efficaci, coinvolgenti e “naturali”. Le Instagram Stories, per esempio, hanno un tasso di click sulle CTA molto alto che oscilla da 15 a 25%. La percentuale indica le persone che fanno “swipe up” nelle Stories per accedere a un sito web o visualizzare un video o una landing page.
  5. INFOGRAFICHE. Le infografiche sono delle rappresentazioni, apprezzate particolarmente in formato verticale. Alcuni dati dimostrano che su Twitter, le infografiche verticali hanno un tasso di condivisione maggiore del 28,9% rispetto a quelle orizzontali e del 40% in più su siti web o blog.
  6. GLI STORYTELLING MIGLIORI. Le storie (indipendentemente dalla piattaforma scelta) trionfano in formato verticale; gli utenti le percepiscono come più autentiche, perché trasmettono naturalezza e trasparenza. Queste caratteristiche fanno sì che il pubblico le apprezzi maggiormente.

Storie e video verticali risultano visivamente più coinvolgenti, al punto che il tasso di completamento ha superato il 90%. Un video verticale ha dunque più probabilità di essere visualizzato fino alla fine rispetto a un video in formato orizzontale.

Il futuro è verticale: il marketing del futuro in 5 punti

Le persone amano i video, in particolare, amano visualizzarli da mobile. La fruizione di video su smartphone cresce del 100% ogni anno e addirittura, il 92% degli utenti che visualizza video da mobile, li condivide con i propri contatti.

Seguendo questo trend, ADA propone un tool innovativo, MovieTelling, che combina tra loro più contenuti multimediali e assicura tassi di conversione elevati.

Ma cos’è esattamente? Queste sono le sue caratteristiche principali:

1 – StoryTelling, il suo predecessore. Aziende leader come IBMMicrosoft o NASA conoscono molto bene i benefici dello storytelling (Coca Cola ha iniziato ad utilizzare questo strumento già dall’inaugurazione del World of Coca Cola di Las Vegas). Anche NikeIkea e MacDonalds usano spesso questa strategia nelle loro campagne: raccontare una storia.

Lo storytelling permette di comprendere facilmente il messaggio, trasmetterlo senza difficoltà e generare immediatamente empatia e vicinanza tra marchio e interlocutore. La storia è una porta d’accesso al consumatore e ora, con MovieTellling è possibile fare un ulteriore passo avanti per rispondere a questa esigenza.

2 – Il video, in tutta la sua essenza. Siamo pensatori visivi. Le immagini hanno un impatto maggiore su di noi – ricordiamo l’80% di ciò che vediamo e il 20% di ciò che leggiamo.

Fino a poco tempo fa la scrittura era il mezzo più utilizzato dai brand per far conoscere la “propria storia”. Ora, per raggiungere il pubblico è necessario adattare il racconto al formato visivo.

 

3 – Lo smartphone, protagonista. Gli utenti visualizzano sempre più spesso i contenuti da mobile. Secondo Statcounter GlobalStats, il 55% delle persone utilizza uno smartphone o un tablet per navigare in Internet.

Per rispondere a questa esigenza, MovieTelling si adatta al 100% al formato degli smartphone.

4 – Emozione, nell’occhio del ciclone. La struttura di un racconto e la sua capacità di emozionare l’utente sono fondamentali nel MovieTelling. Un video consente al brand di creare un legame con il cliente fatto di sensazioni positive.

Il video è una modalità di comunicazione visiva che di per sé è in grado di produrre più impatto di un racconto da leggere. Inoltre, nel Customer Journey, permette di raccogliere nuove esperienze e costruire un rapporto più duraturo e significativo con il consumatore.

5 – L’esperienza è multimediale. Esistono piattaforme che consentono di creare MovieTelling personalizzati, gestirli e condividerli automaticamente. Inoltre, permettono di combinare il video con altri contenuti multimediali (link, testi, immagini) per suscitare l’interesse degli utenti e creare esperienze complete mobile to mobile.

Generazioni a confronto: abitudini d’acquisto dei consumatori

Non tutte le generazioni si comportano allo stesso modo quando si tratta di shopping. Negli ultimi anni termini come Millennials o Generazione Z sono diventati popolari per indicare un particolare gruppo. Vediamo le abitudini d’acquisto di ciascuna categoria.

BABY BOOMERS

– Sono quelli nati tra il 1946 e il 1964.

– Si sentono a proprio agio nell’utilizzo di Internet: l’85% dichiara di ricercare prodotti in rete e il 66% effettua regolarmente i propri acquisti online.

– Tuttavia, l’84% preferisce fare acquisti nei negozi fisici. Per i Baby Boomers, il servizio clienti è molto importante.

– Comprano articoli di fascia alta a prezzi più alti.

– Sono attratti dalla storia o dai contenuti emozionali dei brand (a differenza dei consumatori più giovani).

– Una strategia multicanale è molto indicata. Questo gruppo predilige i brand che mettono a disposizione canali analogici come il contatto diretto o telefonico.

– Per loro, un brand efficiente deve saper svolgere le funzioni di base.

GENERAZIONE X

– Sono quelli nati tra il 1965 e il 1980.

– Anche se non sono nativi digitali, si sono gradualmente adattati a questo contesto.

– Il 25% di loro ha effettuato acquisti online (2017) mentre si trovava in un negozio fisico.

– Hanno un alto potere d’acquisto, ma sono risparmiatori: acquistano con cura ed è per questo che ricercano scrupolosamente in anticipo (attraverso motori di ricerca, recensioni online o informazioni che trovano sui social network). Preferiscono i prezzi più bassi e i prodotti più funzionali.

– Per la Generazione X, un marchio efficiente è quello che offre la migliore qualità al prezzo più basso.

GENERAZIONE Y – MILLENNIALS

– Sono quelli nati tra il 1981 e il 1997 e rappresentano il target preferito dei brand.

– Usano Internet in tutti gli ambiti della loro vita, anche per fare shopping. Utilizzano lo smartphone per il 79% degli acquisti.

– Anche se hanno dimestichezza con Internet, sono più propensi a fare acquisti nei punti vendita.

– I Millennials sono interessati all’ambiente e attenti alle innovazioni tecnologiche. Si muovono liberamente sui social network e tengono conto di prodotti o servizi legati allo sport, all’alimentazione e alla salute.

–  Promozioni, velocità del processo o invio di prodotti gratuiti sono per i Millennials degli incentivi all’acquisto. Le loro decisioni sono influenzate dai contenuti generati da altri utenti, dalle informazioni che appaiono sui social network, dal passaparola e dall’opinione dei loro amici.

– Per loro, un brand è efficiente quando conosce e anticipa i desideri del consumatore.

GENERAZIONE Z – CENTENNIALS

– Sono quelli nati tra il 1998 e il 2010.

– Sono i nativi digitali per eccellenza. Utilizzano il web al 100% per confrontare i prezzi, verificare la disponibilità di un prodotto e leggere le recensioni. Il 40% dei Centennials rilascia un feedback a seguito di un acquisto.

– Gli sconti sortiscono un buon effetto su di loro.

– Nonostante facciano frequentemente shopping online, vanno comunque nei negozi e si godono l’acquisto nei punti vendita fisici.

– Prediligono i brand green, ovvero quelli più attenti all’ambiente, alla responsabilità sociale, all’innovazione o alla parità di genere.

– Secondo i loro criteri, un marchio efficiente supporta la loro comunità.

LANDING PAGE SCRATCH & WIN L’INSTANT GRATIFICATION VIA MOBILE

Viviamo in un’epoca incredibile che ci consente di essere connessi sempre e avere accesso a “quasi” tutto, istantaneamente.

La consapevolezza che le “cose buone” della vita richiedano tempo, lascia il posto al desiderio di ottenere tutto e subito. L’impaziente bisogno di ricevere un risultato immediato prevale sulla ragionevole e paziente attesa che dovrebbe essere invece la nostra reazione di default. Pensiamo a quanto riusciamo ad essere impazienti anche solo per il caricamento di un video!

La parola “istantaneo” sta assumendo un peso sempre più significativo nelle nostre vite frenetiche. Teniamola bene a mente per comprendere al meglio le righe a seguire PERCHÉ L’INSTANT GRATIFICATION FUNZIONA

Il mondo progredisce, la tecnologia si evolve e allo stesso modo devono aggiornarsi le nostre strategie di marketing e di business.

Come possiamo distinguerci dal cosiddetto marketing noise?

Sappiamo, per esempio, che i concorsi a premio e gli omaggi sono un ottimo modo per aumentare il coinvolgimento degli utenti e ottenere maggiori interazioni con il brand.

Ed è per questo che abbiamo introdotto in ADA, il modulo Scratch & Win. Un modo originale per incuriosire e premiare i clienti, ISTANTANEAMENTE, incoraggiandoli ad interagire con una comunicazione simile al tradizionale Gratta & Vinci, ma in formato digitale, che richiederà, da parte loro, il minimo sforzo, garantendo livelli di engagement davvero elevati.

I vantaggi:

– Lead Generation
– Gamification
– Engagement
– Loyalty

COSA PUOI FARE CON LO SCRATCH & WIN DI ADA

Lead Generation & Fidelizzazione
– Gamification
La gratificazione immediata è il miglior alleato per la Lead Generation, garantisce un aumento esponenziale dei profili acquisiti, ma non solo… è un modo assolutamente efficace per trasformare prospects in clienti fidelizzati.

ADA dispone di uno strumento che unisce alla potenza e semplicità del Gratta e Vinci, l’efficacia di una Mobile Landing Page.

– Discovery
Oltre a regalare agli utenti un’esperienza di gioco simile al “Gratta e Vinci”, ADA consente di presentare il lancio di prodotti e/o servizi in anteprima.
Esempio: una concessionaria di auto ha utilizzato questa modalità di interazione, per presentare in anteprima, un nuovo modello di auto, incentivando l’utente a compilare il form per prenotare un test drive.

> Vuoi saperne di più sul modulo Scratch & Win di ADA? Guarda il video 

> Se invece vuoi metterti subito all’opera, provalo gratuitamente per 14 giorni, attivando una free demo.

Il Machine Learning: cos’è?

Nel 1997 il computer Deep Blue riuscì a sconfiggere il genio degli scacchi Garry Kasparov: il sistema IBM era stato addestrato guardando decine di partite per poter vincere contro il campione del mondo.

Questa pietra miliare ha segnato il “prima e dopo” il Machine Learning (ML), una branca dell’Intelligenza Artificiale che istruisce le macchine a pensare e imparare dall’esperienza.

L’ apprendimento non consiste solo nella memorizzazione e la raccolta di dati, ma si basa sulla creazione di un modello o percorso che inizia con le informazioni raccolte. I sistemi imparano con la pratica ma, soprattutto, sono in grado di allenarsi per ottimizzare il proprio comportamento attraverso l’elaborazione dei dati.

Il Machine Learning o apprendimento automatico è la tecnologia alla base del riconoscimento vocale degli assistenti virtuali, grazie a cui riceviamo suggerimenti d’acquisto su piattaforme digitali come Spotify o Netflix, risposte intelligenti di Gmail o addirittura consente a Cabify o Uber di ridurre i tempi di ogni viaggio.

Il Machine Learning: i 3 algoritmi di apprendimento

L’apprendimento automatico avviene attraverso una serie di algoritmi che analizzano grandi quantità di dati e determinano quale sia il risultato ottimale per una specifica situazione.

Ci sono varie tipologie di algoritmo, ma possiamo catalogarle in 3 macro categorie:

  1. Algoritmo di apprendimento supervisionato. La macchina impara dagli esempi: è dotata di dati pre-etichettati e la macchina deve rilevare un modello per formulare previsioni. I risultati vengono corretti da un operatore e l’algoritmo può quindi apportare le modifiche e raggiungere un livello di precisione maggiore.

Un esempio? L’algoritmo di Facebook che analizza i dati pubblici disponibili per migliorare il proprio servizio.

  1. Algoritmo di apprendimento non supervisionato. In questo caso l’algoritmo non identifica i modelli nei database taggati, ma cerca similitudini nelle informazioni. Studia le caratteristiche delle informazioni per raggrupparle.

Un esempio? Il raggruppamento di alloggi Airbnb per località.

  1. Algoritmo di apprendimento per rinforzo. Si tratta di una commistione delle 2 tipologie precedenti. Questo sistema insegna alla macchina attraverso un processo di prova ed errore. Impara dalle esperienze passate e adatta il suo comportamento in base alla situazione per ottenere il miglior risultato possibile.

Un esempio? Deep Blue sta imparando a giocare a scacchi. Non solo riconosce i movimenti corretti per ogni tipo di pedina, ma è anche in grado di sapere quali sono quelle più indicate per seguire una determinata strategia di gioco.

 

In quali ambiti possiamo impiegare l’apprendimento automatico?

– Anticipare guasti delle apparecchiature tecnologiche.

– Sapere qual è il momento giusto per pubblicare post sui social network.

– Prevedere malattie in base ai sintomi di ciascun paziente.

– Fornire supporto al cliente con conversazioni intelligenti condotte da chatbot.

– Determinare il profilo del potenziale cliente in base al suo comportamento di navigazione.

– Rilevare in anticipo il traffico in una città.

– Sapere a che ora inviare una newsletter o programmare una chiamata.

– Intercettare reati in una rete di telecomunicazioni.

– Prevedere incidenti di sistemi automatizzati e robot.

L’efficacia dello StoryTelling: 3 esempi

Gli storytelling raccontano storie. Facile. Negli ultimi anni questo strumento si sta diffondendo a macchia d’olio tra aziende e organizzazioni del calibro di SpotifyMcDonald’sNasaAppleCoca ColaIBMNikeAirbnbBBVA o General Motors.

La magia delle storie funziona perché consente ai brand di connettersi emotivamente con l’utente, generando un solido legame di fiducia.

Inoltre, lo storytelling può diventare virale più velocemente di qualsiasi altro contenuto e, soprattutto, è in grado di rimanere più a lungo nella memoria delle persone. Si stima infatti che quando i dati vengono presentati sotto forma di storia, il 65-70% delle persone riesce a conservarli.

3 brand che hanno puntato sul potere della narrazione

  1. IKEA. L’azienda svedese di mobili è un’appassionata di storie. Questo è ciò che mostra questo annuncio, in cui una storia personale (l’amicizia tra un vicino e un’anatra) fa da sfondo a una serie di prodotti. Ve lo ricordate?

https://www.youtube.com/watch?v=jwqhb8QGy6Y

https://vimeo.com/65892175

  1. DAMM STAR. Anno dopo anno, la birra catalana scommette su annunci che raccontano storie legate alla gioventù, all’estate e alla vita mediterranea. È comune avere uno stile spensierato, ascoltare musica contagiosa e raccontare una storia in cui il prodotto finisce per apparire naturalmente nella vita quotidiana delle persone.

https://youtu.be/bmI7apQWoqM

  1. LOTTERIA DI NATALE. Ogni anno, la lotteria natalizia riesce a catturare l’attenzione di centinaia di migliaia di utenti grazie alle sue storie. In questo esempio, lo storytelling non funziona solo perché racconta una storia personale, che trasmette valori universali, ma soprattutto perché, chiunque può identificarsi con il protagonista della storia. Ancora una volta, è l’emozione il principale collante dei ricordi.

Come creare un piano di marketing digitale efficace

Un piano di marketing digitale è un documento in cui vengono raccolte tutte le pianificazioni delle campagne o delle azioni di marketing digitale di un’azienda. Si tratta di una tabella di marcia che permette di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Quali passi dobbiamo compiere per strutturare un valido piano di marketing?

FASE 1 – Analisi SWOT. L’acronimo inglese SWOT corrisponde a: punti di forza (Strengths), punti deboli (Weaknesses), opportunità (Opportunities) e minacce (Threats).  Inizia quindi individuando i punti forti della tua azienda (chiediti, per esempio, quali risorse hai e quali attività svolgi meglio?), i punti deboli (in cosa potresti migliorare?) e pensa poi alle opportunità (da quali tendenze potresti trarre beneficio?) e alle minacce a cui potresti incorrere.

FASE 2 – Obiettivi SMART. In questa fase dovresti considerare gli obiettivi del tuo piano di marketing. La metodologia SMART ti aiuterà a identificare meglio i tuoi obiettivi. Come suggerisce l’acronimo inglese SMART, gli obiettivi devono essere Specifici, Misurabili, Attuabili, Rilevanti e limitati nel Tempo.

In questo modo scoprirai cosa fare, come, con quali risorse ed entro quando. Piuttosto che dire “voglio ricevere più visite al mio sito web”, poniti un obiettivo più preciso e smart, per esempio “in tre mesi, aumenterò del 20% il traffico della mia pagina”.

FASE 3 – La strategia di marketing. In questa fase dovrai definire delle target audiences: età, dove vivono, cosa fanno per vivere o quali sono le loro sfide personali, e stabilire il tone of voice con cui ti rivolgerai a ciascuna di esse. Per fare questo, focalizzati sul tuo valore aggiunto, ovvero il motivo per cui il consumatore dovrebbe sceglierti e pensa al modo migliore per comunicarlo.

Scegli i canali su cui vuoi essere presente (web, social network, ecc.) e realizza una content strategy: dovrai creare, distribuire e gestire i contenuti che serviranno ad attrarre il tuo pubblico di riferimento. Per questo sarà indispensabile un calendario editoriale.

Infine, non dimenticare di stabilire un budget concreto.

FASE 4 – Analizza i risultati. Dopo aver progettato ed avviato la tua strategia di marketing, il passo successivo è quello di analizzare i risultati. Ogni azione del tuo piano strategico va misurata attraverso dei KPIs, un insieme di metriche che puoi monitorare per capire se stai raggiungendo i tuoi obiettivi, o per apportare delle correzioni qualora qualcosa non stia funzionando.

Il ruolo della tecnologia risulta dunque indispensabile, in quanto semplifica questi processi, automatizzando le campagne di marketing, dall’esecuzione all’analisi e la valutazione.

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